Buongiorno a tutti, proseguiamo con il nostro viaggio nel mondo delle cover andando stavolta a scomodare un mostro sacro come i Beatles e un loro grande successo come “We can work it out“.
“We Can Work It Out” è un brano scritto da Paul McCartney e John Lennon nel 1965; pubblicato dai Beatles come “secondo lato A” del singolo “Day Tripper“, considerato una delle migliori testimonianze della vena compositiva del duo Lennon-McCartney, una ballata acustica che parla di come, anche se una storia d’amore finisce, si può sempre sopravvivere.
Il disco raggiunse la prima posizione negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, mentre in Italia raggiunse al massimo il settimo posto.
Eccovi la versione originale dei Beatles.
[jwplayer config=”120s” mediaid=”46657″]
La cover più famosa di questo brano possiamo dire tranquillamente che sia quella fatta da Stevie Wonder nel 1970, tratta dall’album “Signed, Sealed, and Delivered“, con una forte venatura funk.
[jwplayer config=”180s” mediaid=”46662″]
A questo brano si è anche accostato un altro gruppo storico, ma di un altro genere, l’hard rock: parliamo dei Deep Purple, che hanno trasformato il pezzo in una cavalcata rock e dalle note fortemente progressive, inserendolo nel disco “The Book of Taliesyn“.
[jwplayer config=”240s” mediaid=”46669″]
Altro gruppo che ha voluto reinterpretare questo pezzo sono i Tesla, un gruppo hard & heavy statunitense che ha deciso di suonare il pezzo in versione acustica nel loro live “Five Man Acoustical Jam“.
[jwplayer config=”120s” mediaid=”46671″]
Ci spostiamo completamente di genere e di nazione per andare a trovare Noa e la cantante palestinese Mira Awad, che hanno cantato questo pezzo insieme per l’album di Noa del 2002 “Now“, impregnando il pezzo di influenze mediorientali e arabeggianti.
[jwplayer config=”180s” mediaid=”46673″]
Questa canzone è stata anche oggetto di versioni più dolci e intimiste, come quella di Petula Clark, in pieno stile anni ’60.
[jwplayer config=”120s” mediaid=”46676″]
L’ultima versione che andremo ad ascoltare è quella dei Four Seasons, del 1976, in pieno stile pop-rock, con qualche spruzzata di doo-wop e di progressive rock.
[jwplayer config=”120s” mediaid=”46678″]
Come al solito, ora la palla tocca a voi: diteci quale versione vi è piaciuta di più.